“… mi posi all’orefice. Omaggio a Vasari”

- Data di inizio:
- 29/05/2025
- Data di fine:
- 31/03/2026
- Curatore scientifico:
- Giuliano Centrodi
Nel 2024, nella ricorrenza del 450° anniversario della morte di Giorgio Vasari, la città di Arezzo ha celebrato il grande aretino con un anno di mostre ed eventi.
È stata l’occasione per proporre un’edizione straordinaria di Orodautore, dedicata appunto al celebre artista. La manifestazione ha previsto il coinvolgimento di oltre 25 artisti e designer – con particolare riguardo a quelli del nostro territorio – a cui è stato richiesto il progetto di un gioiello o anche di un ornamento ispirato o comunque dedicato a Vasari.
Particolare attenzione è stata rivolta a quei maestri orafi che si sono resi disponibili a eseguire anche particolari aspetti del loro progetto – specialmente di sbalzo, cesello, incisione, superfici texturizzate, doratura, modellazione delle cere, modellazione per medaglie e ulteriori tecniche innovative – per dar vita alla didattica con le pratiche di laboratorio, rivolte a quei giovani studenti delle scuole medie che ancora non hanno definito i propri progetti formativi e occupazionali.
Numerosi gli artisti, i designer e i maestri orafi invitati a partecipare con un gioiello o un ornamento: Marcello Aitiani, Carlo Badii, Gio Bini, Giuliano Censini, Claudia Chianucci, Francesco Conti, Cesare Del Brenna, Danilo Fabiani, Fabrizio Falcinelli, Franco Fedeli, Marino Ficola, Emanuele Giannetti, Arianna Orsato, Alessandro Pacini, Fabio Pannacci, Francesco Puletti, Luciano Radicati, Sandro Santarelli, Enzo Scatragli, Wang Yu, Alberto Zorzi.
Si segnala inoltre il contributo di alcune ditte del territorio: Giordini, Graziella, Giovanni Raspini, Semar e Unoaerre.
Giorgio Vasari è stato il primo storico dell’arte, fondatore dell’Accademia fiorentina del disegno, architetto e urbanista di successo, raffinato disegnatore, pittore, decoratore e scenografo, al servizio di papi, duchi e granduchi, principi, prestigiose comunità monastiche, nobili e banchieri. Non tutti sanno che è stato anche orafo e disegnatore di gioielli.
Lui stesso nelle “Vite” e nelle “Ricordanze”, una volta perduta la protezione dei Medici e del Cardinale Passerini dopo la loro cacciata da Firenze nel 1527, annota “mi posi all’orafo”. Frequentò quindi le botteghe orafe fiorentine e aretine, sperimentandone la disciplina e le tecniche, come dimostrano le sue puntuali rappresentazioni dello sbalzo e cesello in capolavori pittorici quali l’Allegoria della Giustizia Farnese e il Convito per le nozze di Ester e Assuero.